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domenica 25 marzo 2012

Attacchi di panico alla guida

 Per quanto riguarda il contesto del primo attacco di panico sembrano esserci delle situazioni in cui la “crisi di panico” esordisce con una maggiore frequenza; questi contesti comuni riguardano i mezzi pubblici, i luoghi affollati, quali ad esempio le fila al supermercato, la guida in autostrada ( particolarmente drammatica ed invalidante), i luoghi aperti quali piazze, strade, stadi etc. Il contesto del primo attacco di panico è di fondamentale importanza poiché la persona, pur di scongiurare altri attacchi di panico “situazionali”, imparerà presto ad evitare tutte quelle occasioni o situazioni che reputa particolarmente pericolose innescando, in questo modo, quella serie di circoli viziosi che contribuiscono ad alimentare e a mantenere il disturbo di panico; facciamo un esempio: immaginiamo una persona che sta guidando  in autostrada ( l’esempio può agevolmente essere trasposto in una fila al supermercato, in mezzo pubblico, in piazza etc.), ad un certo punto questa persona inizia a sperimentare un ansia crescente, il cuore comincia a battere più velocemente, inizia ( specie se di notte) a percepire le altre macchine in maniera strana, magari come se gli venissero addosso e, nello stesso tempo, si accorge che la consueta  lucidità che lo ha sempre contraddistinto viene meno e tutto diventa più sfumato e confuso, in sostanza percepisce che qualcosa di brutto  sta accadendo e si rende conto di non avere più la consueta padronanza del mezzo.
 Questa consapevolezza di “impotenza” e di imminente catastrofe aumenta l’ansia che di conseguenza accentua i sintomi iniziali (aumenta la tachicardia fino a temere l’infartotremori, sudorazione e vampate possono fare la loro comparsa mentre, sul piano cognitivo, si intensificano le sensazioni di instabilità sbandamento a cui possono associarsi fenomeni di derealizzazione o depersonalizzazione che possono produrre effetti percettivi allarmanti ( ad esempio la persona può avere la sensazione che le macchine le vengono addosso, oppure può avere l’impressione di non controllare, come se non gli appartenessero,  parti del proprio corpo come, ad esempio, le mani che reggono il volante) che, confermando l’interpretazione catastrofica, innescano la crisi di panico.

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