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Attacchi di panico: Fattori di evitamento



Questa breve analisi  ci aiuta a spiegare la ragione dei comportamenti di evitamento che di solito fanno la loro comparsa subito dopo il primo attacco di panico; se proviamo ad immaginare il terrore per la catastrofe sfiorata ( la persona dell’esempio precedente ha potuto temere di poter perdere il controllo e quindi schiantarsi o rendersi pericoloso per la sicurezza degli altri) ci sembra “ragionevole” interpretare il comportamento di evitamento come “ragionevole”:  se non guido più in autostrada evito di rischiare l’attacco di panico e quindi di mettere a repentaglio la mia vita e quella degli altri;

questo comportamento infatti ha la capacità di ridurre, almeno  temporaneamente, l’ansia facendo sentire la persona più tranquilla. Se è vero che l’evitamento è spiegabile (evito disastri) e rinforzato ( riduco l’ansia, evito l’attacco di panico) è altrettanto vero che esso comporta dei costi sempre più importanti  sia in termini di qualità della vita che di valutazione di se stessi  (anche in termini di autostima) e, cosa più importante, costituisce un importante fattore di mantenimento del disturbo di panico.
Per comprendere gli effetti dell’evitamento riprendiamo l’esempio dell’attacco di panico da autostrada e, dopo aver sottolineato i vantaggi, cerchiamo di analizzare gli svantaggi o costi dell’evitamento: in primo luogo è chiaro che l’evitamento riduce l’autonomia della persona, e logico pensare che se una persona rinuncia a guidare perderà possibilità di “movimento” e occasioni con gravi ripercussioni sulla qualità della vita ( pensate al lavoro, alla possibilità di viaggiare, all’autonomia etc.) che diventerà più dipendente ( dipendenza dei mezzi pubblici o dagli altri), questa situazioni diverrà tanto più grave quanto più l’evitamento sarà generalizzato alle situazioni che ricordano il primo attacco di panico ( ad esempio l’evitamento può inizialmente riguardare la guida in autostrada per poi estendersi alle altre strade fino al punto di rinunciare completamente alla guida) nel qual caso la persona inizierà a pagare dei costi sempre più alti. Il processo di generalizzazione dell’evitamento è abbastanza comune nel disturbo di panico è, specie nei casi  in cui è complicato da agorafobia, può limitare seriamente l’autonomia della persona. La generalizzazione dell’evitamento può dunque riguardare i diversi contesti dell’attacco di panico: mezzi pubblici, folle e luoghi aperti, supermercati, stadi etc.
Un altro importante costo pagato all’evitamento è costituito dal cosiddetto problema secondario che spesso sopraggiunge agli attacchi di panico. Il problema secondario può essere definito come il problema di avere un problema; seguendo sempre il nostro esempio dell’attacco di panico alla guida in autostrada possiamo formulare il problema secondario come la valutazione che la persona da  a se stessa rispetto al problema del panico e le conseguenti valutazioni ( negative), nell’esempio la persona può dare un giudizio stile:” non tornerò più ad essere la persona di prima, gli attacchi di panico mi stanno rovinando la vita, mi sento debole e non più in grado di gestire la mia vita”. Questa valutazione di se stessi come “difettati” può accompagnarsi a depressione, scarsa autostimaansia generalizzata con conseguenti risvolti negativi in ambito lavorativo, affettivo e delle relazioni sociali. 
Una terza implicazione dell’evitamento, come strategia utilizzata per prevenire gli attacchi di panico,  concerne il suo importante ruolo come fattore di mantenimento del problema legato al panico; utilizzando il nostro consueto esempio dell’attacco di panico in autostrada possiamo illustrare tale effetto: la persona cercherà di sottrarsi all’esperienza angosciosa del panico evitando tutte quelle situazioni che reputa pericolose per l’innesco degli attacchi di panico (rinuncia a guidare); il comportamento di evitamento effettivamente riduce l’ansia è, cosa ancora più importante ai fini del mantenimento del panico, impedisce di smentire l’ipotesi catastrofica associata alla guida in autostrada ( se guido mi viene l’attacco di panico) in tal modo il disturbo si cronicizza  poiché risulta impossibile smentire l’ipotesi catastrofica che sta alla base dell’disturbo e dell’attacco di panico.

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