PRESENTAZIONE- "ho smesso di tremare" (il manuale)

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introduzione- "ho smesso di tremare" (il manuale)



Non sono un medico ma un sociologo, ci tengo a precisarlo. Tutto ciò che ho imparato sulla materia, l'ho appreso sulla mia pelle e la laurea in psicologia che possiedo mi è stata conferita "ad honorem".
Innanzitutto voglio chiarire subito un punto fondamentale, ovvero: "Chiunque nel corso della sua vita incorre nella sventura di fare la conoscenza con un attacco di panico, deve tener ben presente una cosa..."questo incontro è per sempre!"
Ma come?! Direte voi, Sono entrato in questo sito nella speranza di uscirne e adesso mi si viene a dire che devo portarmi avanti questa sofferenza per tutta la vita? Calma...calma. Uscirne può voler dire molte cose.

Tanto per cominciare, se la cosa può essere di consolazione, tenete presente che siete in buonissima compagnia!
Personaggi dello spettacolo e dello sport, famosi a livello internazionale stanno combattendo contro "la bestia" ognuno a suo modo e chi più chi meno riesce a condurre la sua vita nel miglior modo possibile, senza che gli ADP rappresentino un ostacolo insormontabile alle loro carriere. E' bene sempre ribadire una cosa: Di attacco di panico non si muore.

Perché ho tirato in ballo questi personaggi? Semplicemente perché, data la loro condizione economica privilegiata, se esistesse una cura che come per magia, risolvesse il problema, non starebbero li a soffrire. Sappiate che il noto giornalista e saggista Indro Montanelli, anche alla sua venerabile età ne era affetto e lui stesso ha dichiarato che uscire definitivamente dal problema degli attacchi di panico è illusorio e che con essi bisogna imparare a convivere.

Perché non mi azzardo ad asserire che si può uscirne completamente? Ve la sentireste voi, se foste degli psicologi, ad affermare di aver curato completamente un vostro paziente, al punto di spingerlo, nel caso che egli sia un appassionato di immersioni subacquee, ad effettuarne ancora con disinvoltura, tanto voi lo avete guarito?
Sapete cosa significherebbe per questa persona essere colto da un improvviso attacco di panico in fase di decompressione, durante la riemersione? Egli andrebbe incontro a morte certa per embolia! Eppure, ipocriti seminatori di false speranze, non esiterebbero un solo istante, solo in ragione del proprio tutt'altro che esiguo tornaconto personale, ad affermare di essere in grado di poter guarire "totalmente" un paziente. Io che il problema lo conosco bene, in tutta onestà, non sarei mai capace di assumermi una tale responsabilità. Quello del sub, ovviamente era solo un esempio, ma potrebbe essere adattato ad una vastissima moltitudine di altre situazioni.

Cosa significa imparare a convivere con gli ADP.
Vi faccio un esempio: Avete presente quelle immagini di bambini africani che, pur essendo completamente circondati e coperti di mosche continuano a sorridere? Ebbene, le mosche sono un enorme fastidio, tutti lo sappiamo, basterebbero due di esse per farci impazzire e passare tutto il giorno a scacciarle o tentare di ucciderle. Quei bambini, invece, le hanno sul viso eppure sorridono, senza neppure tentare di scacciarle!! Le mosche sono un problema, ma loro hanno imparato a convivere con esso. Il loro cervello si è condizionato ad accettare tale problema, a tal punto che esso non è più un problema, pur persistendo materialmente, non rappresenta più un handicap in grado di influire negativamente sullo stato d'animo di quelle persone. In poche parole,ne sono uscite.

Una ridda di psichiatri, psicologi, neurologi e molte altre figure professionali del settore "disturbi psichici e neurologici" si comincia ad "accalcare" intorno al problema, (molto tardivamente aggiungerei, ma come si suol dire -meglio tardi che mai-) ognuno schernendo l'altro e convinto di essere il detentore della panacea, della cura assoluta. Ne ho sentito uno proprio l'altra sera, il quale asseriva molto candidamente, che la psicanalisi non c'entrava nulla con gli attacchi di panico. In parte gli avrei dato anche ragione, se non avesse detto che l'unica cura a suo avviso fosse quella farmacologica.

E' vero che scavare nel passato non è la soluzione, ma tentare di sconfiggere gli attacchi di panico con i farmaci (ve lo garantisco perchè mi hanno propinato di tutto) è come avere un serpente in casa ed andare a dormire dopo avergli posto un cappello sopra!

Qual'è dunque la soluzione del problema?

Nel corso di tutta la mia invalidante esperienza durata ben quattordici anni, durante i quali ho provato davvero di tutto, ho messo a punto, spinto dalla disperazione e raccogliendo un campionario immenso di esperienze altrui, una serie di "trappole" psicologiche nelle quali imprigionare "il male oscuro" e le ho catalogate in una guida,un vademecum, (non so ancora neppure come definirlo, per comodità l'ho chiamato "manuale") in grado di mutare la percezione, nei soggetti afflitti da ADP, di quelli che apparentemente sembrano ostacoli insormontabili. 

La mia "soluzione" che, ho già sperimentato con successo su me stesso, e su centinaia di persone che ho avuto modo di aiutare direttamente nel corso degli anni, l'ho ora trasformata in una sorta di manuale on line, che nonostante i miei impegni di lavoro, sono riuscito finalmente a completare ed è ora scaricabile da questo stesso sito attraverso i pulsanti che si trovano sotto e sul lato destro di questa stessa pagina.



Saluti

Alexandre Simonet

45 commenti:

  1. Sono uno psicologo, ho scaricato il suo e-book solo per curiosità professionale, ma devo dire che è veramente ben fatto e che sono proprio cose come queste che dovrebbero insegnare a noi tutti "addetti ai lavori" un poco di umiltà. Il suo lavoro, mostra inequivocabilmente, come l'esperienza diretta sia la più grande maestra.

    I miei sinceri complimenti, Giacomo.

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  2. Grazie infinite Alessandro, ho scaricato il suo manuale dal vecchio sito circa un mese fa ed è incredibile il beneficio che ne ho ricevuto in così poco tempo! Io non la conosco, ma una cosa è certa, bello o brutto la bacerei!!!

    Grazie,grazie e ancora mille volte grazie!

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  3. Salve Alessandro, ho letto gli articoli del tuo blog e sono rimasta colpita dal fatto che solo una persona che ha sofferto di attacchi di panico e in generale di ansia sia l'unica a poter cogliere il significato di quello che io chiamo "male di vivere".
    Soffro d'ansia che sfociano in crisi di panico fortissime, non dormo la notte, straparlo, me la prendo con chiunque mi stia affianco solo perché non riesce a capire come mi sento, non mangio per giorni, fino a quando per sfinimento fisico non crollo. Ho sempre paura che ogni qualvolta succede qualcosa nella mia vita di non riuscire ad affrontarla in maniera serena, e puntualmente succede. Non ce la faccio più. Non ce la faccio proprio più.

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  4. Ciao Anonima:-), Gli articoli del mio blog, non sono tutti esclusivamente farina del mio sacco, alcuni di essi li ho estrapolati un pò qua e un pò là, giusto per far salire la visibilità del mio sito. I loro contenuti, però in qualche modo rappresentano ciò che penso, avendoli selezionati io stesso. L'introduzione è la mia, però e ciò che c'è scritto sono veramente io. Pensa che mentre scrivevo il mio manuale il più delle volte piangevo, quando alcuni argomenti mi riportavano alla mente le sofferenze passate. La notte stai tranquilla, che non dormo neanch'io, quindi siamo in due. La reazione che hai con coloro che ti stanno a fianco, immagino nella fattispecie che tu ti riferisca a tuo marito o al tuo ragazzo, è normalissima ed è capitata anche a me. Ne parlo espressamente in un capitolo del mio libro, dicendo che è una cosa positiva. Hai fatto caso che nei momenti (sono attimi) in cui sei arrabbiata, per un istante ti dimentichi del tuo stato ansioso? L'ansia è come una miccia, che sta a noi disinnescare e per farlo bisogna sconfiggerla usando i suoi stessi mezzi, essa ci tende delle trappole subdole, a volte sembra sussurrarci all'orecchio cosa dobbiamo temere. E' solo un gioco di fumo e specchi che dobbiamo apprendere come rivolgergli contro. Stai tranquilla comunque, non durerà per sempre e non ti ucciderà, lasciartelo credere è il più grande dei suoi inganni.

    PS. c'è una funzione nella messaggistica che ti permette di scrivere il nome, puoi anche usarne uno di fantasia!

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  5. Scusa ma come si fa a scaricare?

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  6. Cliccando sui pulsanti PayPal posti sul lato destro e sotto ogni pagina di questo Blog.

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  7. Ho letto il manuale e l'ho trovato davvero prezioso. I suggerimenti e le tecniche in esso contenuti, sono davvero formidabili. Complimenti all'autore.

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  8. Come si scarica ...nessun icona paypal..

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  9. Paypal mette a disposizione delle icone, che recano varie diciture. In questo caso il bottone riporta la scritta "acquista adesso" e si trova in basso a destra della pagina e anche sotto la pagina stessa. Mi raccomando di leggere la procedura, prima di effettuare l'acquisto.

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  10. Ciao ho deciso di scaricare il suo e-book ,anche se penso che per me ci vorrebbe soltanto un miracolo. Ho 22 anni e da 4 anni non esco di casa non riesco a mettere nemmeno il naso fuori dal portone, prendo 10 XanaX al giorno e non c'è un giorno che non ho ansia,o piccoli dolori da qualsiasi parte, per esempio ora non ho l'ansia ma mi fa' male il naso e il palato (solo se ci penso pero' -.-'' )questo vuol dire che è il mio cervello...... Ho paura della morte e purtroppo mi viene sempre in mente e non posso farci nulla. Mi sento un altra persona solo quando ho finito di parlare con uno psicologo,o neurologo. Spero pian piano di riprendere in mano la mia vita perche a 22 anni non si puo' stare chiusi in casa per l'ansia e per gli attacchi di panico. Sono stufa voglio uscire come fanno tutti i miei coetanei, e non voglio che vengono loro a casa mia a trovarmi,saro' io che dovro' andare a casa loro un giorno per fare una cena tutti insieme,ma non portero' con me l'ansia.:D Incomincero' leggendo questo libro, e se sara' possibile le faro' sapere.. Cordiali saluti. :)

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  11. ... "per esempio ora non ho l'ansia ma mi fa' male il naso e il palato (solo se ci penso pero' -.-'' "...Questa frase è emblematica, di tutta la sua situazione. Lei, potrà uscire dal problema prima di molti altri, ormai sò riconoscere gli individui. La Chiave di tutto sta proprio in ciò che lei ha scritto. Si faccia forza, segua i miei suggerimenti uno per uno, ci rifletta, li analizzi e cerchi di adattarli alla sua personalità e se può, sullo stesso filone, ne crei di suoi. Auguri.

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    1. Ce la mettero' tutta!! :)grazie!

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  12. beh.... tentar non nuoce....
    certo dico la verità .. sono sfiduciata... sono ormai 10 anni che mi porto dietro questo mostro... ho provato cura farmacologica (inizialmente una manna dal cielo ..ma poi si ritorna punto e a capo)
    e cura psicoterapica che ancora sto portando avanti ma che fino ad ora beh... non ha portato alla risoluzione del problema...
    e dopo anni e anni di tentativi?? un libro porterà alla soluzione???
    troppo bello x essere vero... con me ci vorrebbe un miracolo..
    i funzionamenti dell'ansia li conosco tutti (sono all'ultimo anno di psicologia)ma conoscerli non mi ha portato nessun giovamento se non "dare un nome a ciò che mi accade"...
    so solo che se dovesse funzionare metterò una sua foto nel comodino e la bacerò tutte le notti prima di andare a letto :)

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  13. No, la foto no! Non sono mica Padre Pio!!:-)
    Cara Psico, conoscere i funzionamenti dell'ansia non significa automaticamente saperli aggirare e a volte conoscere bene un argomento non sempre risulta essere vantaggioso. Metta da parte per un attimo i suoi studi se può, e cerchi di affrontare il problema da una nuova angolazione con la mente sgombra da tutte le nozioni che lei ha faticosamente appreso fino ad oggi. Non sarebbe certo la prima volta che delle semplici intuizioni riescano a rivoluzionare concetti ritenuti conclamati ed immutabili. Soprattutto non commetta l'errore di sottovalutare il manuale, giudicandolo dal suo aspetto stringato, perché esso è una sintesi ridotta all'essenziale di quanto effettivamente deve essere preso in considerazione nella cura del DAP. Il PSTAP più che servire la soluzione su un piatto d'argento, serve ad indicare la strada da seguire, ma le tecniche ed i suggerimenti in esso contenuti, devono essere "metabolizzati" e soprattutto adattati alla propria personalità per essere davvero efficaci. Le auguro di cuore di poterne trarre il maggior beneficio possibile.

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  14. ma non si può avere il libro in versione cartacea?

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  15. Salve, soffro di intensi attacchi di panico da qualche mese...in realtà scavando nei miei ricordi mi sono resa conto che si tratta di una storia vecchia, a cui non avevo dato importanza perchè la vita piena e soddisfacente che conducevo ignorava ampiamente il problema. Sono sbucati fuori all'improvviso, dopo un forte periodo di stress e mi hanno rovinato la vita...sto cercando di "esorcizzarli in tutti i modi" cercando di non farli vincere quando arrivano, facendo ugualmente quello che mi ero prefissata di fare, ma sono una neolaureata che sta cercando di costruirsi un futuro e l'ansia che ne deriva non fa altro che peggiorare la situazione. Dovrei partire, ho pagato un corso, la prima volta ho portato la mamma con me, ma l'idea di non essere più autosufficiente mi fa sentire stupida e in collera con me stessa. Spero che il suo testo mi aiuti perchè dopo tanti sacrifici e a 24 anni, non posso farmi fermare da questi mostri!!! Grazie.

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  16. Non tenti di scacciarli però...tutto ciò che tentiamo di allontanare con la forza di solito ci torna indietro con altrettanta veemenza. Quello che più che altro deve tentare di assumere, è un atteggiamento "ibrido" che stà tra il desiderarli, lo sfidarli, l'accettarli e l'ifischiarsene. E' un concetto molto difficile da spiegare in poche parole, ma da come scrive non dubito che lei possa riuscire a capirlo in poco tempo. Soprattutto deve assolutamente fare tutto ciò che si è prefissa, in barba agli attacchi di panico ed eccedere sempre di una "misura" ciò che il suo disturbo sembra volerle imporre come limite massimo. Auguri per il suo corso e la sua carriera, vedrà che se non commetterà l'errore di affidarsi alle nefaste cure dei guru della psichiatria, tutto questo tra poche settimane o al massimo mesi, sarà solo un brutto ricordo.

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    1. Le sue parole mi infondono speranza!!! Grazie mille!!!

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  17. salve ho acquistato l e book ma non trovo il link "torna al sito privato"per scaricarlo qualcuno puo aiutarmi,grazie a presto!!!

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  18. Buona sera Alex... Ti do del tu x comodità.. Allora non so neanche io da dove iniziare.. Ho avuto una infanzia difficile, con due genitori magnifici due brave persone ma che a causa dei grossi problemi economici e del problema di alcolismo di mio padre...a casa non ho mai avvertito serenità anzi si litigava sempre e c era apprensione x i soldi.. E vera ansia a ogni pranzo.. Nell aspettare di vedere come tornava papà, se sano oppure ubriaco...... Ho 30anni e soffro di attacchi di panico dal 2005 anno in cui è morto mio padre.. Da subito il giorno stesso ne sono stato assalito.. Anche se poi con gli anni ho elaborato che il primo lo ebbi nel 1998 dopo aver fumato una canna.... Poi più nulla anche se c era già lo ansia di fondo ..fino al 2001 quando una sera tornando da un locale in compagni di amici, mentr guidavo mi fermai perché sentivo cuore a mille e certezza che sarei morto.. Andammo al ps e dissero che avevo pressione alta e 140 battiti..diedero 30g di lexotan e passo.. Poi avevo sempre ansia ma la tenevo a bada vivevo una vita normalissima..... Dalla morte di mio padre invece gli attacchi di panico, seguito di un ansia continua dentro di me sono sfociati a centinaia e seppur è nove anni che ho una cosa di base di ansiolitici più antidepressiv e ansiolitici sempre in tasca che prendo durante l attacco di panico..... Ho una vita orrenda.... Non vivo più.. Non rido non sono mai spensierato.. Tutto ciò che faccio penso e programmo è sempre condizionato da questi attacchi..Non riesco . Prendere l autostrada andare . Ballare o semplicemente andare . Lavorare o spostarmi di 3km... Al mattino mi alzo angosciato e con respiro corto e un malessere generale con male al petto forte... Sto bene solo se prendo del tavor sotto lingua.. Allora x qualche ora mi rilasso.... Anche musolarmente dato che sol sempre contratto anche la notte a. Punto che stringo i denti tantissimo... Ho letto la prefazione . I commenti... Voglio comprare il manuale... Mi hai attirato tanto anche se dopo 14 anni di ansia e gli ultimi 9di panico e una vita orrenda....... Non credo più in nulla. Niente e nessuno... Sto tanto male.. Attendo qualche consiglio o cmq una tua impressione... Intanto compro il libro... Non si sa mai... Almeno se non guarirà... Almeno nn farà male come i farmaci... Con affetto Andrea

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  19. Azz...sembra di rivedere la mia storia...Non sono il Simonet naturalmente, ma uno del team che si occupa della distribuzione del manuale in Italia. Tutto uguale a ciò che è successo a me, (ah scusa mi chiamo Marco) Tranne per il fatto che mio padre sia ancora vivo. Il tuo commento mi ha toccato, e ti risponderei con un messaggio chilometrico, ma è tardi e sono molto stanco, perciò sarò pragmatico (magari ti riscrivo un'altra volta) mi limito a darti un suggerimento molto pratico che non è contenuto nel manuale. Sai cosa farei se potessi tornare indietro, alla luce di ciò che ho appreso oggi sul panico dopo esserne faticosamente uscito? Adesso magari se potessi mi prenderesti a schiaffi per ciò che stò per dire e mi diresti che sono pazzo, ma ti dico che salirei su un aeroplano e mi lancerei con il paracadute!!! Si hai capito bene, è proprio ciò che farei. Una unica botta da matti. Un bel tuffo da migliaia di metri! Mi sarebbe passato tutto già da molti anni e non avrei sprecato i giorni più belli della mia vita. Sembra incredibile, ma una volta appurato che di panico non si muore,(e tu dovresti saperlo bene) l'unica cosa da fare per venirne fuori al più presto è sfidarli in ogni momento. Certo, io ho estremizzato, capisco che sarebbe difficile e forse quasi impossibile fare una tale pazzia, ma almeno nelle situazioni della vita quotidiana devi affrontarlo ad ogni occasione e parlargli. Digli: "io lo faccio lo stesso, vediamo se riesci ad uccidermi" tanto dentro di te lo sai che non ci riesce. Ah...lascia i farmaci via via sempre più lontani da te, il legame che crei con essi anche per il solo averli in tasca senza usarli, è controproducente e ti allontana dalla guarigione. Guarire si può, te lo giuro su ciò che mi è più caro, ma dipende da noi. Ciao Andrea, un abbraccio fraterno.

    PS: Ho ripreso a farmi pure qualche canna, anche se a volte, quando è troppo forte, mi fa vacillare e sembra quasi che stà per sopraggiungere un attacco...ma riesco a controllare la cosa e la faccio rientrare. una volta che hai imparato a controllarli diventa sempre più facile e automatico. Considera che questa della cannabis è una situazione estrema, il thc a volte funge da cura e a volte da causa, sono arrivato addirittura a pensare che il fumo mi abbia predisposto ad averne, e l'aver smesso di fumare (anni fa), sia stata invece la causa del loro cronicizzarsi...boh, un casino :-) Però adesso ne sono fuori, pensa che giusto tre giorni fa ho percorso duemila KM in automobile! Una cosa impensabile fino a tre anni fa!!!!

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  20. piu leggo e piu mi sorprendo...ho 22 anni e ho sofferto di attacchi di panico per 3 anni,non sono mai andato da uno psicologo,non ho mai assunto psicofarmaci ho cercato sempre di farcela con le mie forze, e vi garantisco che ho sofferto tanto.
    Ho cercato una tecnica tutta mia di affrontare il problema che incredibilmente rivedo in cio che ha scritto Alexandre in questa pagina,ho iniziato a vedere l attacco di panico come una parte di me,un qualcosa di necessario,come una dipendenza positiva di esso,ho iniziato a sentirlo dentro e a godermi ogni istante dell attacco...é una cosa un po complessa da spiegare e come trasformare la classica sensazione di disaggio di un attacco in qualcosa di piacevole che non se ne puo fare a meno..in questi giorni ho provato via web a chiedere un po di consigli a psicologi se la mia tecnica e una cosa positiva oppure no....la loro risposta e stata deludente e quasi riprendevo a stare di nuovo male quando mi hanno detto che tutto cio che ho fatto fin ora e stato sbagliato,cosi in preda alla disperazione sono finito in questa pagina e devo dire che sono stra contento di sapere che non tutto quello che ho fatto fin ora e sbagliato...io il libro nn l ho ancora letto e spero di leggerlo al piu presto..se posso darvi un consiglio nel mio piccolo e quello di sfidare l ansia lasciategli prendere il controllo del vostro corpo e assaporate il momento istante per istante,non privatevi di niente perche sapete gia che i sensi di colpa vi assaliranno se volete fare qualcosa e non la fate per paura dell ansia e degli attacchi di panico,fate di tutto e di piu e se vengono mentre state facendo un vostro compito qual'e' il problema??si muore?nooooooo!!! DI ATTACCO DI PANICO NON SI MUORE.....

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  21. Esatto Marco, non ti far fuorviare da nessuno sei sulla strada maestra!! Se vorrai leggere il manuale, ciò non potrà che giovarti, magari dandoti altri suggerimenti che impiegheresti altro prezioso tempo a potervi giungere da solo. In caso contrario, permettimi di darti un consiglio. Visto il punto cui sei giunto grazie al tuo modo di essere e ragionare, che evidentemente deve essere molto simile al mio ti suggerirei di mettere in pratica un'ultima cosa: Metti a dura prova il panico, e sfidalo nelle situazioni più ardue, non evitare di recarti in quei luoghi che giudichi veramente proibitivi, e recati in quegli stessi luoghi compiendo anche degli sforzi fisici (es. passeggiata in bicicletta in una campagna desolata in pieno luglio-agosto ore 13:00 :-) ) Tanto sai che non morirai, userai la tua tecnica ( come la vogliamo definire masochistica? :-) :-) e vedrai che poi tutto il resto delle normali attività del quotidiano sarà uno scherzo affrontarle! Inoltre il ricordo dell'aver affrontato tali "titaniche" imprese ti consentirà di fare sempre un confronto con altre situazioni più blande, che in futuro potrebbero generarti qualche fastidio, altro esempio. ( che mi può fare questa stupida scalinata, ascensore, supermercato ecc...se io sono quello che ha affrontato la "sgaloppata" in bici sotto il sol leone in quella landa desolata!!! Al diavolo stupido panico!!! la vita è mia e tu a quel paese!!!)

    Cio Marco ti faccio tanti auguri e ti invito se puoi a parlare un poco bene del mio-nostro sistema di affrontare la questione, ce n'è bisogno credimi, su internet fanno a gara per screditare chi dice ciò che affermiamo noi e ho il sospetto che lo facciano non solo per dare aria ai denti, ma che essi ravvisino nella nostra posizione, una minaccia concreta ai loro interessi speculativi.

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  22. salve alex.....soffro di attacchi di panico e di ansia e di ipocondria da quasi un mese premetto che ci sn passata già 7 anni fa e mi passò quando nacque mio figlio....ora sn di nuovo cosi è una cosa bruttissima indescrivibile solo chi sa può capirti....sn esausta ho sbalzi di umore esagerati.....nn ce la faccio più vorre tanto prendere il suo manuale ma ho paura che a me nn faccia effetto....mi sento sola e ho tanta paura di morire

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  23. Cara Teresa, lei non morirá, così come non è morta 7 anni fa. Nessuno è mai morto per attacchi di panico. Il manuale se vuole può sempre leggerlo, di certo male non le farà, ma soprattutto non si lasci andare, o potrebbe correre il rischio di cadere in una depressione maggiore. Se il suo problema dovesse risiedere nel costo del manuale, mi faccia avere la sua mail inviandola alla nostra mail aziendale, che troverà nel post intitolato : positive self talk per i meno abbienti, e glielo farò avere gratuitamente.
    Con affetto, Alexandre.

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  24. Quanto vorrei credere che esista la parola fine a queste sensazioni a questo senso d profonda frustrazione...ho 26 e sono quasi 4 anni che convivo con questi meledetti attacchi d panico...stasera è come tutte le altre sere...c sono ricaduta...sono d nuovo preda della paura...mi sento in balia d essa e questo mi manda in bestia... ho un carattere che m porta a voler vincere a non essere mai calpestata...turo fuori le unghie se serve...ma poi in un momento tutto cambia...il mio cervello svaga....e allora ecco che penso all infarto al tumore ed ecco che mi impanico...sveglio chiunque c sia da mio padre al mio ragazzo e gli vomito addosso la mia paura...gli costringo a dirmi che va tutto bene per poi urlargli....non è vero sto morendo....dopo due ore dormo ma il giorno dopo è tutto uguale....m muovo con frenesia a lavoro...m tocco il polso le braccia m mangio la mia sigaretta maledicendola....ma ringraziandola....e poi il silenzio aspetto il momento x esplodere....scrivo sms disperati....vergognandomi di essere chi sono....nn so perche lo sto scrivendo....buona serata

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  25. Perchè dovrebbe vergognarsi di essere chi è? Dovrebbe vergognarsi di essere una persona sensibile? Sono ben altri coloro che dovrebbero vergognarsi..Mi creda. Noto da ciò che scrive e da come lo scrive, che lei è una persona combattiva, dunque presto o tardi, manuale o non manuale, lei vincerà la sua battaglia contro il panico. Sappia però che esso è un avversario che va si, combattuto con tenacia e caparbietá, ma allo stesso tempo, non ci si può mettere in una sfida "muro a muro" contro di esso, vincerebbe. Il giusto atteggiamento consiste in una posizione "ibrida", tra il contrastarlo e l'accettarlo, quasi volendo assaporare le forti emozioni che esso ci "regala". So che può apparire assurdo, ma per farle un esempio banale, agli occhi dei più, farsi frustare appare come una condizione di forte disagio fisico, non per il masochista però, che da tale situazioe riesce addirittura a trarre piacere! É tutto dipendente dal nostro atteggiamento mentale.
    Lei non deve concentrarsi sul disagio, ma sui momenti immediatamente successivi ad esso, tenendo presente che ogni attacco non la uccide, ma la rafforza, perchè essi, oltre a farla star male, ogni volta le recano il messaggio che di panico non si muore e lo dimostra il fatto che fin'ora è sempre sopravvissuta. Dovrebbe in pratica comportarsi come la classica pietra nell' acqua del torrente, che si oppone si, alla furia della corrente, lasciando però che essa scivoli anche sopra la sua superficie.
    Non si abbatta, presto o tardi, gli ADP passeranno, l' importante è che lei non tenti di scofiggerli mediante l'uso di psicofarmaci, che a dispetto di quanto le diranno, hanno la tendenza a cronicizzare il disturbo.
    Cordiali saluti, Alexandre.

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  26. Purtroppo qualcuno prima d lei m ha cercato d "aiutare"....ha dichiarato cipralex xanax e lyrica...smessi dopo sei mesi xke incazzata nel dipendere da un farmaco....purtroppo lo xanax m accompagna a giorni....ringrqziero a vita quel medico perche m ha reso ancora piu succube a qualcosa....ho solo paura che la mia rabbia sia solo una lesione in piu a me stessa...mi sta divorando...giorni vado come un treno giorni sono sotto a un treno.....ancora grazie x l attenzionw

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  27. Salve sig. Simmonet...mi chiamo Grace ho 30 anni e mi sono imbattuta per la.prima volta negli attacchi di panico ormai 13 anni fa....dopo il divorzio dei miei..e la fine di una storia d amore molto sentita.....tutto questo mi ha fatto vivere gravi disagi...come perdere anni di studio..(.poi fortunantamente recuperati...)..viaggi..(che adoro)...ed anche le piccole cose quotidiane....diciamo che dopo in po grazie all aiuto di uno psicologo..che nn mi ha fatto assumere farmaci...sono riuscita a stare meglio..ma cmq ho sempre vissuto la.mia vita a metá...e solo che adesso nn lo voglio piú..sono una ragazza ironica..che ama la vita....sempre pronta a scherzare...e a esorcizzare un po tutto...e sono stanca...di nn poter godere appieno della vita...voglio tornare a viaggiare..a guidare..a prendere treni pulman aerei..tutto...ho bisogno di leggere il suo manuale...come e dove posso trovarlo?! La prego mi aiuti!...grazie infinite.;-)

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  28. Cara Grace, come è possibile che non si sia resa conto che il manuale lo si può reperire su questo stesso sito? Provi a guardare sul lato destro di questa pagina...non c'è forse scritto scarica il manuale? La vede una grossa freccia rossa che indica verso il basso?? Ebbene scenda, scenda....fino ad arrivare al pulsante paypal. Legga la procedura per un corretto scaricamento e poi ci clicchi sopra. Auguri.

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    1. Ma come mai nessuno , dopo aver messo in pratica quello che lei indica nel suo manuale, riscrive un commento positivo o negativo ?

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    2. Caro Max, veramente di commenti del genere ce ne sono molti sotto i numerosi articoli che compongono il blog, inoltre la gente è poco restia a lasciarne, specialmente dopo che ne ha tratto beneficio. In più aggiungo che, se avessimo voluto far comparire dei commenti auto-celebrativi che parlassero bene del nostro metodo, così come fanno numerosi venditori di "fumo", a quest'ora il blog ne sarebbe pieno e lei non si starebbe ponendo questa domanda. Questa è un ulteriore garanzia della nostra serietà. Saluti.

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  29. Salve mi chiamo samanta e ho 19 anni compiuti a maggio. Vivo con il mio ragazzo in croazia da un anno e fino a 3 mesi fa lavoravo nel ristorante di un casinò molto di lusso, purtoppo iniziavo a star male in quel posto ci dedicavo amore e pianti. Il resto del personale non poteva crederci che cosi piccola avrei potuto resistere in quel posto con quel tipo di clientela. Finchè arrivò il giorno di primavera,avevo ricevuto la paga e dovevo andare a lavorare alle 18:00. Andai al mattino fare compere pagare i vari conti con la mamma del mio ragazzo alle 17 ritornai mi feci una doccia mangiai giusto una mela e corsi al lavoro. Quel giorno non avevo nessuno in ristorante eravamo io e il mio collega e i cuochi a chiacchierare sul banco. Ad un certo punto iniziai ad avere le vertigini e quello che loro parlavano mi entrava dopo in testa non so come spiegare e vedevo anche un po strano ma pensavo fosse x il fatto che non avevo mangiato. Dimenticai e mi misi a leggere un libro di enologia ad un certo punto un energia mi saliva dalle gambe ( non so come altro chiamarla) fino ad arrivare al cuore e farlo battere all'impazzata, non vedevo bene ed ero paralizzata ero straconvinta di morire ma riuscii ad andare in cucina e dire a mal la pena che non stavo bene e mi videro pallida il cuoco mi disse che era un attacco di panico cosi mi diede un aspirina diceva che a lui aiutava. Io non avevo idea di cosa fosse un attacco di panico cosi il mio ragazzo venne a prendermi al lavoro perche non respiravo bene e andammo al pronto soccorso che mi consigliò di fare un esame alla tirroide. Tornai a casa e il giorno dopo stavo ancora peggio e volli tornare a trieste dai miei andammo all'ospedale e mi fecero dei controlli e mi dissero che ero piu sana di loro. Tornai a casa tranquilla e felice. Il giorno dopo i miei andarono a udine e rimasi a casa da sola. Iniziarono i pensieri di morte cosi andai a farmi la doccia ma non aiutò a niente in preda a un attacco di panico chiamai il 118

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  30. E intanto erano ritornati i miei che presero una paura folle. Per un po di tempo non riuscivo a stare sola a casa ma con le ricerche su internet capii che erano soltanto sensazioni di morte cosi imparai a gestirli però l ansia era forte quando uscivo e facevo finta che i sintomi non esistessero però sempre accompagnata da qualcuno. Un giorno dovetti andare a ritirare delle carte per il licenziamento con un amica che mi lascio da sola nell ufficio. Iniziai a firmare dei documenti ad un certo punto stupida iniziai a pensare "e se mi prendesse? Non posso uscire" iniziai a tremare in una maniera incontrollata

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  31. Le mani erano bagnate di sudori e avevo una pressione in testa dissi che stavo poco bene e uscii un attimo e mi sedetti sulla panchina mi chiedevo dove fosse sparita la mia amica e quando sarebbe tornata. Mi stava ritornando un altro attacco iniziavo a vedere tutto strano finche passo un amico che mi distolse dall attenzione il panico

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  32. Stavo subito meglio. Tornai dentro di nuovo incavolata e finii di compilare il tutto. Iniziai sempre di piu a uscire con il mio ragazzo ma la paura c era sempre sotto sotto andammo al mare a cena fuori al 90%ero felice. Pero quando si iniziava di parlare di lavoro mi prendeva l ansia. Sapevo che non ce l avrei fatta. Lo so ho capito che è tutto frutto della nostra mente e che niente è reale ma mi vergogno al pensiero di mettermi a tremare davanti alla gente come mi e successo 2 giorni fa al mare iniziavo ad agitarmi xke pensavo ovviamente e ho stretto il suo ginocchio lui provo a parlarmi la paura di essere vista da qualcuno in preda al panico era piu forte cosi andai in bagno iniziai a piangere lui venne da me e mi disse che e tutto ok e di tornare li ma non volevo c era troppa gente. Lui poi mi disse "so che una parte di te vuole ritornare li so che vuoi che ti spinga li" aveva ragione ma non ce la facevo cosi andammo a casa. Ed e dinuovo tutto come prima pensavo che ce la stavo facendo invece niente. La gente mi parla e quasi non ascolto perche penso all ansia e al panico continuamente

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  33. Voglio uscirne!! Lo voglio con tutto il cuore

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  34. Ciao Samanta. Ho pubblicato tutto il tuo "romanzo" :D...Avevo letto anche i due commenti precedenti, ma non potevo risponderti privatamente perchè Blogger non consente questa opzione, però ci sarebbe stata la rubrica "l'esperto risponde" per farlo. Pazienza, ti dirò qui ciò che posso. Dunque innanzitutto mi piace il tuo ragazzo, perchè a quel che mi è parso di capire è una persona che sprona, e questo è positivo, anche se per l'esattezza, il partner di un sofferente di panico, non dovrebbe mai concedere scappatoie. Bene fece a cercare di convincerti a tornare in spiaggia, ma meno bene fece a permetterti di andartene. Cosa avresti fatto qualora si fosse opposto? All'inizio lo avresti quasi supplicato e successivamente ti saresti infuriata. Nel lasso di tempo che sarebbe durata la tua rabbia, senza rendertene conto, i tuoi attacchi sarebbero cessati. La rabbia è una buona amica in questi casi. Fa "svanire" l'adrenalina in eccesso. Te lo dico, perchè già ho capito che tipo di persona sei, molto sensibile, ma incline a lasciarsi andare a sfuriate, di cui magari finisci per pentirtene immediatamente dopo. Credo che nel tuo caso l'origine del tuo problema derivi dal tuo trasferimento in Croazia. Gli spostamenti radicali, spesso ne sono la causa. Non credo che debba essere io ad aggiungere che l'ambiente lavorativo cui tu stessa descrivi come un luogo nel quale ci sarebbe da stupirsi a veder resistervi una ragazza, di certo non ha contribuito ad alleviare la situazione. In più aggiungici tutto lo stress, accumulato nei duri anni precedenti, di cui non hai parlato, ma che già posso immaginare (altrimenti non avresti maturato la decisione di tale trasferimento, nemmeno per tutto l'amore del mondo) et voilà, il cocktail è completo. Ti stai facendo prendere dall'ansia anticipatoria, molto più di tanti altri. Il solo timore che qualcosa possa accadere, ti provoca le crisi anche quando non sorgerebbero spontanee. Devi entrare nello spirito del guerriero, Samanta, ma non il guerriero che ha qualche chance di vincere, no...di quello che da solo o con un pugno di compagni va incontro a morte certa. Quello che abbandona ogni sensazione legata alla paura. Il Kamikaze. Cos'è in fondo il panico, se non la paura stessa di morire, che diviene incontrollabile? Tanto se non è oggi sarà fra trenta, quaranta o sessant'anni, ma presto o tardi la morte ci troverà. E' questo che devi pensare. Prendimi, oggi, qui su questa spiaggia se puoi, oppure torna quando sarà il momento...
    Vedrai che se imparerai a sfidare il panico, ma non opponendo resistenza, ma passiva accettazione, esso inizierà ad indebolirsi, e alla fine capendo che tu non stai al suo gioco, sparirà del tutto.
    Vedi, ne parlo in senso antropomorfico, come mi rivolgessi ad una entità senziente, e in effetti è così, perchè il nostro panico siamo noi stessi. Ciao Samanta e buona vita.

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  35. La ringrazio di cuore. Facevo difficoltà a leggere perché avevo gli occhi pieni di lacrime. Lo so quando lo chiamo mai che verrebbe,quando lo temo eccolo che in un secondo si impadrona di me. Spero di farcela la ringrazio ancora una volta

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    1. Ecco lo vedi? Allora chiamalo in continuazione! ;)
      La strada tu la conosci...e chi nasce guerriero muore guerriero. Credimi, sarai tu ad avere la meglio.

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  36. Mi sto facendo prendere dall'ansia anticipatoria più degli altri. Mi ha buttato un po' fuori tatto perchè comunque ero una guerriera fino a due settimane fa sono andata a udine con i miei in un enorme centro commerciale poi ogni giorno a lavoro con mia mamma e due volte in supermercato da sola. ora sono ritornata di nuovo a fare tutto da capo ahhh :(

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  37. Abbiamo un'altro punto in comune oltre al panico, io sono francese, ma anche un po' friulano, da parte di madre..:D

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  38. Salve, vorrei tanto leggere il Suo libro, visto i miei continui attacchi di panico da 3 anni, ma non riesco a vedere il link nella pagina per acquistarlo. :(

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    1. Salve, i Link per accedere al Manuale li trova in alto e sul lato destro (barra laterale), comunque provi ad accedere direttamente da qui: http://attacchidipanicoilmanuale.blogspot.it/p/procedura-per-un-corretto-download.html

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