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TRATTAMENTI PSICHIATRICI CHE DANNEGGIANO IL CERVELLO: Parte (1)

TRATTAMENTI  PSICHIATRICI CHE DANNEGGIANO IL CERVELLO
Riportiamo dal sito di Peter Breggin il primo capitolo del suo libro "Brain-Disabling Treatments in Psychiatry: Drugs, Electroshock, and the Role of the FDA" (Springer Publishing Company; 1997) [Cioè: "Trattamenti Disabilitanti il Cervello in Psichiatria: Psicofarmaci, Elettrochoc e il ruolo della FDA (Commissione controllo Federale Farmaci in Usa)] [Sito di Breggin http://www.breggin.com/ ; brano http://www.breggin.com/brain-disablingch1.html ]
Peter R. Breggin è un medico psichiatra ma fa parte del piccolissimo gruppo di psichiatri che critica aspramente - con argomenti medici - il grosso della Psichiatria. Da parecchi decenni attivo negli Usa ha denunciato in pubblicazioni mediche sia i danni prodotti dall'elettochoc, che recentemente, a cominciare da "Toxic Psichiatry" 1992/94, i danni prodotti dagli psicofarmaci. Ha fondato un gruppo scientifico permanente in proposito (vedi nel suo sito). Puoi trovare alcuni brani di P. Breggin tradotti in italiano nel "nido del cuculo".
La tesi di questo libro è che gli attuali trattamenti psichiatrici -con psicofarmaci antipsicotici- ottengono il loro effetto proprio mediante la debilitazione-disabilitazione o addirittura deterioramento del cervello. Il libro è recente e tratta quindi anche i 'nuovi' psicofarmaci. In particolare si sostiene:
"that psychiatric drugs achieve their primary or essential effect by causing brain dysfunction, and that they tend to do far more harm than good.  I will show that psychiatric drugs are not specific treatments for any particular “mental disorder.”  Instead of correcting biochemical imbalances, psychiatric drugs cause them, sometimes permanently"
"che i farmaci psichiatrici ottengono il loro effetto primario od essenziale mediante il provocare una disfunzione al cervello, tendono a recare più danno che benessere. Mostrerò che questi psicofarmaci non sono trattamenti specifici per nessun specifico "disordine mentale". Invece di correggere squilibri biochimici, gli psicofarmaci li causano, talvolta permanentemente."

Brain-Disabling Treatments in Psychiatry:
Drugs, Electroshock, and the Role of the FDA
by Peter R. Breggin, M.D.

Springer Publishing Company (1997)
Reprinted with permission of Springer Publishing Company & Dr. Peter Breggin, M.D.
Chapter 1:  The Brain-Disabling Principles of Psychiatric Treatment

PETER BREGGIN  : "I principi cerebro-debilitanti dei trattamenti psichiatrici"
Capitolo 1
Nell’ultima decade è aumentato continuamente il ricorso agli psicofarmaci, non solo all’interno della psichiatria, ma nella medicina nel suo complesso, e persino nell’ambito scolastico. Praticamente ogni paziente che viene ricoverato in una struttura psichiatrica è incoraggiato o forzato a prendere tali farmaci. C’è una tendenza all’interno della pschiatria a rendere più semplice la costrizione di pazienti ad iniezioni di farmaci a lento rilascio (e lunga azione) per una cura extra-ospedaliera. È usanza comune degli psichiatri privati dare ai pazienti un farmaco durante la prima visita e spiegare loro che avranno bisogno di farmaci per tutta la vita. Medici di famiglia, internisti e altri medici prescrivono in gran quantità antidepressivi e tranquillanti minori. Professionisti non medici, come gli psicologi e gli assistenti sociali, si sentono obbligati a consigliare ai loro pazienti una valutazione di trattamento psicofarmacologico. In questo maniera la medicalizzazione farmacologia porta aggressivamente all’esclusione di tutti gli altri sistemi di cura. Farmaci per adulti vengono prescritti in quantità sempre maggiori ai bambini.
Anche i non professionisti si sono uniti all’entusiasmo per gli psicofarmaci. A causa del supporto dei mass-media a questa campagna a favore dei farmaci e delle campagne pubblicitarie e di promozione delle case farmaceutiche, i pazienti spesso arrivano allo studio del dottore avendo già in mente il nome di una medicina. I docenti spesso raccomandano agli alunni una valutazione di trattamento psicofarmacologico.
Come un aspetto di questo complessivo riemergere della bio-psichiatria (2), l’elettroshock è diventato sempre più popolare. Persino la psicochirurgia trova nuovamente chi parla in favore di essa (vedi Breggin & Breggin, 1994b).
Questa "rivoluzione del farmaco" vede gli psicofarmaci come qualcosa che alla lunga è più utile che dannoso, persino come una cura in senso assoluto. Alla stessa stregua dell’insulina o della penicillina, essi sono visti come un trattamento specifico per una specifica malattia. Spesso viene detto che tali farmaci correggono degli squilibri biochimici nel cervello. Queste ipotesi hanno creato un ambiente in cui è difficile porre l’accento sugli effetti nocivi dei farmaci; criticare per principio gli psicofarmaci è ormai considerata un’eresia, poco diffusa per giunta..
Questo libro difende un punto di vista decisamente differente, ossia che gli psicofarmaci svolgono il loro ruolo essenzialmente causando disfunzioni cerebrali, e che a lungo andare fanno molto più male che bene. Mostrerò che gli psicofarmaci non sono trattamenti specifici per nessuna specifica malattia mentale. Invece di correggere squilibri biochimici, gli psicofarmaci ne causano a loro volta cause, a volte in maniera permanente.
La critica in questo libro coincide con un punto di vista alternativo, cioè che gli approcci sociali, educativi e spirituali sono i più utili nell’aiutare gli individui a superare i propri problemi personali e a vivere una vita più piena di significato. Ho già descritto altrove alcuni di tali approcci (Breggin, 1991a, 1992a, 1997; Breggin & Breggin, 19941; Breggin & Stern, 1996). Molti altri hanno continuato a dar voce, da differenti punti di vista, ad un forte criticismo del modello organicistica e dei trattamenti medici (Armstrong, 1993; Breeding, 1996; Caplan, 1995; Cohen, 2990; Colbert, 1995; Fisher & Greenberg, 1989; Grobe, 1995; Jacobs, 1995; Kirk & Kutchins, 1992; Modrow, 1992; Mosher & Burti, 1989; Romme & Escher, 1993; Sharkey, 1994). Qui voglio ribadire i presupposti impliciti usati per giustificare i trattamenti con farmaci e con elettroshock in psichiatria, e per documentare i loro effetti di debilitazione e danneggiamento e del cervello, continuate a leggere...

2 commenti:

  1. il libro viene venduto anche nelle librerie?? perchè non mi fido comprare su internet..

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    Risposte
    1. E' comprensibile la sua posizione, ma consideri che la transazione viene effettuata tramite PayPal che a tutti gli effetti è una banca. nessun sito che si serve di PayPal viene in possesso dei suoi dati personali. Oggi vengono eseguite milioni di transazioni on line per mezzo di questa società con sede in Lussemburgo, biglietti di aereo, acquisti costosissimi di vario genere e quant'altro...tranquillo, siamo qui dal 2012, in caso di mancanza di correttezza nostra, o dei mezzi di cui ci serviamo ci avrebbero già oscurati. No, il manuale è disponibile solo on line. Cordiali saluti.

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