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Il Positive Self Talk Antipanico in TV

L'Ansia



Ansia, stramaledetta subdola ansia. Qualcuno l'ha definita simile alla sensazione che si proverebbe se cento gatti ti graffiassero l'anima.

La netta sensazione che qualcosa di brutto stia per accadere, a noi o alle persone a noi care. Realtà? Immaginazione? Premonizione? Sogno?  Fatto sta, che chi ne è soggetto la percepisce come reale.

Spesso questa angoscia crescente, si accompagna a sintomi che vanno dalla secchezza delle fauci, alla difficoltà a deglutire e a respirare il tutto condito da una
buona dose di extrasistole e tachicardia.

Ho detto sintomi? Ecco vedete, ci sono caduto anche io...sto trattando l'ansia come fosse una malattia, ma non lo è affatto! Essa è un atteggiamento mentale, così come lo sono gli attacchi di panico che da essa derivano. Chi conosce infatti l'una e gli altri, non faticherà a rendersi conto che i secondi sono soltanto una "forzatura" della prima.

E' tutto un crescendo di situazioni immaginarie e di scenari che noi rendiamo reali proiettandoli con la nostra mente, che determinano il progressivo passaggio da uno stato d'ansia che definiremo "blando", ad uno più intenso, via via fino nello sfociare in una vera e propria crisi di panico.

Si può essere ansiosi per anni senza per questo divenire obbligatoriamente dei sofferenti di attacchi di panico. Diciamo che tale condizione, la si può raggiungere, quando i nostri dubbi, le incertezze e le paure che ci rendevano ansiosi, vengono a trovare un appiglio anche nella realtà. Faccio un esempio per rendere meglio il concetto: Se a determinare i nostri stati ansiosi generalizzati, era la paura che ci sarebbe potuto venire a mancare un sostegno per il nostro benessere futuro, ecco che gli attacchi di panico subentreranno, nel caso che questo sostegno, venisse davvero a mancare.

Anche al contrario, se la nostra ansia era determinata da un qualcosa che non c'era ma sapevamo doveva arrivare, ecco che il panico, potrebbe giungere proprio in concomitanza dell'arrivo di ciò che attendevamo.
In ogni caso, non è di malattia che stiamo parlando, lo ribadisco, ma bensì di un atteggiamento, una condizione mentale sostenuta da una forte componente suggestiva.

Se comprendiamo ciò, capiamo anche che non possiamo sconfiggere una suggestione che rischia di diventare abitudine, semplicemente ingerendo dei farmaci o qualsiasi altra sostanza naturale o meno che essa sia.

Solo disinnescando i meccanismi, i delicati processi mentali che sono alla base di tale suggestione, possiamo sperare di liberarci dalla nostra inquietudine e da tutto quello che di negativo essa porta con sé. Il Positive Self Talk Antipanico, mette a nudo ognuno di questi fattori scatenanti, riducendoli a ciò che essi realmente sono, ovvero menzogne del nostro subconscio, che io chiamo : "balle" di sapone perché se poste dinnanzi alla luce del ragionamento queste bugie tendono a scoppiare e a sparire proprio come bolle di sapone, lasciando il posto alla rassicurante razionalità, che tutto rimette nella giusta direzione e prospettiva.

di: Alexandre Marcel Simonet

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