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Il Positive Self Talk Antipanico in TV

L'attacco di panico, un torrente tumultuoso


Immaginate la vostra quotidianità, come il nuotare nelle fresche e placide acque di un ruscello di collina. A volte però, può capitare che delle piogge più a monte trasformino improvvisamente il tranquillo corso d'acqua in un torrente tumultuoso.

E' questo che accade alle nostre sensazioni quando sopraggiunge un attacco di panico.

Cosa fareste, se vi trovaste effettivamente in balia di una corrente che vi cogliesse alla sprovvista nel corso delle vostre spensierate abluzioni? Cerchereste di contrastarla, magari nuotando controcorrente? Tentereste di guadagnare la riva muovendovi lateralmente? Oppure vi affidereste alla fortuna, confidando nel provvidenziale arrivo di un tronco galleggiante al quale potervi aggrappare nella speranza che esso possa rappresentare l'aiuto esterno del quale avete bisogno?

Non si può contrastare una tale forza della natura e sarebbe un errore, eseguire dei tentativi sbagliati oppure smettere di ragionare sperando nell'intervento di qualcosa o qualcuno. L'unica sensata cosa da fare, sarebbe quella di raggiungere un certo grado di distacco emotivo, abbandonarsi alla corrente e aspettare che essa cali di intensità, e nel momento che ciò avviene, cercare di raggiungere la terraferma, verso la quale prima o poi, la corrente vi avrà spinto.

Tutto ha un inizio e tutto ha una fine, e tanto più le situazioni sono improvvise e cariche di straordinaria intensità, altrettanto rapidamente tendono a scomparire.

Per nostra fortuna, gli attacchi di panico, appartengono proprio a quel genere di fenomeni, che tendono a seguire questo tipo di dinamica. Infatti una crisi, per quanto possa sembrare lunga a chi la vive, generalmente in tutte le sue fasi (crescente, culmine, e calante) non dura più di 10-15 minuti.

Per affrontarla al meglio dunque, è necessario cercare di viverla con distacco e tenere a mente durante i minuti cruciali dell'attacco, che essa è destinata inevitabilmente a cessare entro breve termine e che tutti i tentativi di contrastarla, non faranno altro che rischiare di prolungarne gli effetti.

Riassumendo dunque, una crisi di 10-15 (vogliamo esagerare? 20) minuti, crisi non è al di fuori dei 5-6 minuti centrali, quelli che rappresentano il vero e proprio "clou" dell'attacco. Pensate a quanto materiale, ricerche, parole tirate al vento, convegni, libri, e quant'altro, sono stati spesi, effettuati e trattati per poter affrontare questi pochi minuti!


Tutto ciò che dovrete sempre tener presente, è che gli attacchi di panico per quanto possano sembrare reali, sono soltanto una illusione, una menzogna della mente e tutto quello che vi è richiesto di fare per liberarvene, è trovare qualcosa da mettere in pratica durante questi fatidici "cinque minuti" in modo tale da esaurirne gli effetti devastanti.

Una volta capito cosa fare e quali atteggiamenti mentali assumere durante una crisi, il nostro cervello apprenderà automaticamente il da farsi, e quello che all'inizio dovrà necessariamente essere indotto, alla fine diverrà del tutto spontaneo e con il passare del tempo verrà talmente "metabolizzato" da indurre ad una progressiva rieducazione dei processi mentali deviati che scatenano le crisi di panico.

Ci possono raccontare che toccare una mela può provocare forti ustioni alle dita, ma non ci possono convincere a lungo che ciò sia effettivamente così, dopo che una due o tre volte l'avremo toccata e ci saremo resi conto che in realtà non brucia!

Il Positive Self Talk Antipanico è stato realizzato appositamente per fornirvi gli strumenti necessari per poter eliminare con successo i fattori che durante una crisi lasciano credere al vostro io-conscio, che ciò che state sperimentando sia la realtà, e per ricondurvi gradualmente e rapidamente sul sentiero che percorrevate tranquillamente, quando il primo attacco non era ancora sopraggiunto a turbare la vostra esistenza.
Questo a patto però, che nell'utilizzarlo, sgombriate la vostra mente da ogni idea preconcetta che di questo disturbo vi siete fatti, o nella quale magari siete stati indotti a credere.


Written by, Alexandre Marcel Simonet.

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